Il “Gesiun” piccola, grande chiesa

Appena fuori dal borgo di Piverone, in localit Torrone, all’incrocio di due stradine isolate tra vigneti e campi, su un suggestivo tratto della Via Francigena Canavesana, sorgono le rovine del “Gesiun”, una delle costruzione sacre romaniche più caratteristiche del Canavese. Misteriose le sue origini, perse nel tempo.

Si pensa possa risalire alla fine del X secolo, ma probabilmente è ancora più antica, forse la chiesa dedicata a San Pietro dei due borghi di Sugliaco o Livione, oggi non più esistenti. E’ un edificio di pietra e mattoni, diroccato e privo di tetto, a navata unica, dai tratti architettonici singolari (volte a botte rampanti, tre archi che immettono al presbiterio, volta centrale a crociera ora crollata e un campanile tiburio), un unicum in questo territorio.

Liberata anni fa dagli arbusti che la ricoprivano, la chiesa, dopo la bonifica in zona presbiteriale, ha consentito di scoprire i resti di un affresco risalente al XV secolo (si vede solo una mano che sorregge un grosso libro) probabilmente raffigurante San Pietro, cui è dedicato l’edificio sacro. Curioso il significato del nome dato all’edificio, il dialettale “Gesiun”, che significa “la chiesona”, mentre invece le dimensioni del rudere sono singolarmente modeste e ridotte.