Architettura di Nomaglio

Architettura religiosa in paese

Antica sede dei signori di Settimo Vittone, feudatari di molti territori del circondario, Nomaglio, di origine medievale, conserva le tracce del suo passato storico nella parrocchiale di San Bartolomeo, risalente al 1690 e in stile barocco, costruita su una precedente chiesetta danneggiata da un’inondazione nel 1666 e non più in grado di soddisfare le esigenze della comunità.

Fu così restaurata e ampliata dal curato pro-tempore don Giuseppe Gino da Brosso, che fu artefice dell’attuale costruzione a una navata, munita di organo e di cinque altari.

Accanto all’edificio c’è un campanile di pietra di struttura romanica, alto 28 metri, eretto del 1684, quasi una sentinella sulle case dell’abitato. Ancora, troviamo l’ex-chiesa di Santa Marta, del 1667, con un altare datato 1707 e pitture risalenti al XIX secolo.

Ecco quindi le cappellette di san Giovanni (XVIII secolo), dove si era soliti portare il latte per la celebrazione delle funzioni (usanza poi eliminata dal parroco Domenico De Jordanis nella seconda met del Settecento, quando anche le funzioni furono sospese), quella di San Grato (1699), dedicata al santo protettore dalle tempeste e alle celebrazioni per la festa della Madonna della Neve, e quella più recente di San Rocco (1867), cui si aggiungono altre 25 piccole cappelle e piccole edicole sparse sul territorio del Comune.

Un fontanile miracoloso

L’occhio del turista non manca di cadere sulla fontana del Bornello (‘l Burnel’), lungo la via maestra che attraversa l’abitato, una vasca scavata, con lavorazione a martellina e scalpello in ferro, in un unico, massiccio blocco di pietra dal peso di qualche tonnellata, risalente all’alba dei tempi, come testimoniano le incisioni a coppelle della parte superiore del monolito, per alcuni studiosi attestanti l’antica natura di ara votiva a divinit pre-cristiane, per altri utilizzata come sepoltura in epoca longobarda.

BURNEL

Il fontanile è il vero cuore di Nomaglio, punto di ritrovo, sosta e ristoro per intere generazioni di abitanti. Qui, in primavera, venivano lavate dalle donne la cicoria appena colta dai campi e le ajucche, componenti della nota zuppa, mentre d’autunno si pulivano la brenta e le ceste usate per la vendemmia.

Durante le festivit recuperava la sua natura di altare, venendo decorata a festa con rose, gerani e immagini sacre per la processione della Patronale di San Bartolomeo mentre tutt’altri addobbi erano quelli per la Sagra della Castagna, con colorate composizioni di rami di castagno e fiori di campo. Secondo alcuni residente, la sua acqua possiederebbe particolari virtù salutari, quasi un elisir di lunga vita.