Cuceglio

DUE RIONI E UNA FRAZIONE

Il Comune di Cuceglio, di quasi mille anime, si estende sulle colline moreniche canavesane. Anche se è probabile che il borgo esistesse da un tempo molto anteriore, la sua prima citazione scritta è in un documento del 1019 redatto dal conte di Borgogna Ottone Guglielmo. Nel 1227 il paese fu incluso nei possedimenti dei Monferrato, poi passò ai loro feudatari Biandrate di San Giorgio e infine, nel 1631, con la pace di Cherasco, ai Savoia. Il borgo è composto di due rioni, il “Gui” e il “Riva”, rispettivamente la parte bassa del paese e la parte alta, comprendente il Santuario. C’è infine una frazione spostata più in pianura chiamata “Cascine Cuffia”.
L’origine del nome
L’origine del nome non è sicura e varie sono le sue interpretazioni da parte degli storici. Per alcun deriverebbe dalla parola Chauseja o Chaucia, che potrebbe corrispondere al latino agger, cioè bastione o argine di fossato. Usato al diminutivo Chauchellium, indicante quindi piccola fortezza, potrebbe essere derivato l’attuale Cuceglio. Un’origine invece celtica del nome si contrappone a quella latina: Cauccillus e Coccillus, da un nome proprio celtico (ma verosimilmente anche latino nella versione cocceius).

Il cuore del paese
Non esistono documenti d’archivio anteriori al 1650 riguardanti il paese. In quella data doveva esistere un edificio municipale, oggi ricavato da un’abitazione appartenente alla famiglia Dezzutti, di recente acquisizione (1992). Attorno a piazza Marconi convergono tutti gli edifici pubblici del Comune: la chiesa parrocchiale, l’ufficio postale, il campanile del 1710, il monumento al re Umberto I, il primo in Italia eretto in suo onore, e la quercia piantata e dedicata alla regina Elena, moglie di re Vittorio Emanuele III. Nulla più rimane del ricetto. Nel 1672 è attestata l’esistenza di una torre di pietra di 25 metri d’altezza, anch’essa sulla parte sommitale della collina.

Gli edifici sacri
La Parrocchiale, il Santuario della Beata Vergine Addolorata e la Chiesa della localit Cascine Cuffia sono i tre edifici sacri esistenti oggi in paese. Il riferimento alla più antica chiesa di Cuceglio è datato 1251 e riguarda quella dedicata a Sancti Petri de Stolzano, di cui oggi non è rimasta più traccia. L’edificio religioso più antico è la Parrocchiale, risalente probabilmente alla seconda met del Cinquecento. Nel corso dei secoli ha subito diversi rimaneggiamenti e modifiche, come testimoniano gli stili costruttivi a navata unica nella parte anteriore più antica, mentre la parte posteriore a tre navate venne costruita nel 1726 a spese della Confraternita del Santissimo Sacramento, adibita inizialmente a oratorio. La chiesa dedicata alla Beata Vergine Addolorata, comunemente conosciuta come il Santuario, venne costruita tra il 1747 e il 1758, anche se la tradizione popolare ha sempre indicato il 1749 come l’anno di fine lavori. L’opera fu portata a termine da una persona del luogo, Eusebio Pastore, con il concorso della popolazione del paese. Dal punto di vista estetico, questa chiesa presenta una unicit costruttiva ed un certo pregio stilistico, a riprova della capacit e delle conoscenze di canoni artistici di chi stese il progetto, che però è rimasto anonimo. Tra il 1817 ed il 1866, nei locali a fianco della chiesa, si insediarono i Frati Minori Osservanti, che probabilmente completarono i lavori della parte da essi occupata e provvidero ad alcune decorazione del suo interno. La chiesa della localit Cascine Cuffia è la più recente, edificata all’inizio del secolo XIX.


Lo stemma comunale creato ex novo
Poichè nei documenti antichi non si è mai trovato traccia di uno stemma comunale, segno e simbolo di una unione cittadina, tra il 1997 ed il 1999 si mise mano a questa mancanza, con lo studio e realizzazione di uno stemma che riunisse in forma sintetica e simbolica i legami tra il territorio e la popolazione. Lo stemma comunale venne presentato alla popolazione il 17 ottobre 1999. Esso raffigura la croce sabauda per significare l’appartenenza al Piemonte e un grappolo d’uva bianca come riferimento al lavoro nei vigneti, per ottenere il prodotto tipico di questa regione, cioè il vino Erbaluce. E’ stato inoltre raffigurato un angelo, come riferimento al periodo della storia più recente e legato alla costruzione della chiesa. L’angelo tiene in mano un ramo di palma, simbolo di pace e vuole essere un d’augurio che la comunit cucegliese rivolge a se stessa e a tutti.