Montalto Dora: il Castello di Leonora e Gualfredo

Il Castello di Leonora e Gualfredo, quello dove si svolge la loro vicenda divenuta nei secoli leggenda, è il Castello di Montalto Dora, nel bellissimo e verde Canavese che, per chi non fosse della zona, è la parte a nord-ovest della provincia di Torino.

È un antico maniero posto in cima ad una collina ed edificato alla prima met del XII secolo, come testimonia un documento del 1140, nel quale viene menzionato come “Castrum Montisalti”, appartenente alla giurisdizione del Vescovo D’Ivrea.

Nel XIV secolo entrò a far parte dei possedimenti dei Savoia, che nel 1403 lo cedettero alla casata dei De Jordanis di Bard, che proseguì con i lavori di edificazione e, proprio a questa famiglia, apparteneva Leonora.

Castello di Montalto Dora_veduta

Piccola Curiosit

Il Castello di Montalto Dora per la sua bellezza e per i suoi ambienti ancora in linea con i tempi è stato sede, nel 2006, delle riprese dello sceneggiato TV La Freccia Nera nella versione di Mediaset, una mini serie televisiva in sei puntate, trasmesse in prima visione da Canale 5.

Questa nuova versione è tratta dal romanzo omonimo di Robert Louis Stevenson, proprio come lo sceneggiato televisivoLa freccia nera trasmesso in prima visione dalla RAI nel 1968.

La storia è ambientata nel Tirolo del XV secolo, conteso tra papato e impero, in luoghi diversi da quelli del romanzo di Stevenson.

Il Castello di Montalto Dora è proprio la dimora del giovane protagonista Marco di Monforte (Riccardo Scamarcio) e vi si girano molte scene in cui compare anche Giovanna Bentivoglio di Fanes (Martina Stella), pupilla del potente vescovo Nicolas Krebs Cusano, con cui Marco convoler alla fine, a giuste nozze.

Castello di Montalto Dore - La Freccia Nera 2006

Leonora e Gualfredo, una storia d’amore

Il romanzo ‘Leonora e Gualfredo, una storia d’amore’ nasce dalla necessit di avere un testo da cui trarre lo spettacolo teatrale che chiude gli eventi della manifestazione Andar per Castelli 2018 – Cavalieri erranti in Amore in grado di trasmettere il messaggio della manifestazione:

” Riaffermare oggi che l’Essere umano può ritrovare il proprio cammino solo ritrovando in sé il coraggio e la volont di perseguire grandi ideali può sembrare un’assurda bizzarria ma, di fatto, è solo inseguendo grandi ideali, per se stessi e per il mondo nella sua globalità, che si può ritrovare la strada verso l’appagamento delle richieste del nostro essere più profondo ed elevato che, in varia misura, ognuno di noi ricerca.

Perseguendo il raggiungimento di alti ideali, si creano virtù come Lealtà, Sincerità, Correttezza, Fedelt e Amore, e si d il via ad un cambiamento, reale e costante, che solo può far tornare l’uomo ad una vita più naturale ed armonica in se stesso e con gli altri”.

Il romanzo si svolge in epoca attuale a Torino ma la storia dei tre protagonisti attuali incrocer fatalmente la storia della leggenda antica che grande spazio prende nell’evolvere della storia. Alla fine… (se vi svelo tutto non vale!)

 

Castello di Montalto con Autrice e libro

Giusto per ambientare un po’ delle scene che si possono leggere:

Arrivo di Gualfredo al Castello

“…Procedendo nella salita, si scorge più in alto il maestoso e bellissimo castello ed uno spiazzo segnala che è giunto il momento di lasciare le auto per proseguire a piedi. Sempre in compagnia del loro ‘cicerone’ iniziano a camminare tra le pietre antiche del muro di contenimento che affianca la stradina e, a quel punto, diviene facile immaginare Gualfredo che, cavallo alla mano, sale verso quello che auspica potr essere un confortevole asilo”.

“…Il percorso che ancora sale permette di affiancare il camminatoio che segue discreto gli antichi merli fino a giungere sotto un arco che immette nell’ultimo tratto prima dell’accesso al cortile d’onore. Oltrepassata la soglia si ha come l’impressione di tuffarsi in un piacevole passato”.

Il Cortile d’Onore testimone di molti fatti

… «Bentornato Messer Astolfo»Castello di Montalto Dora_Torre interno Cortile d'Onore

«Oh, Giovanni, ben trovato, dove siete diretto?»

«Sto raggiungendo la vostra Signora che dovrebbe trovarsi nella sala al primo piano»

«se mi attendete un attimo verrò con voi sono stato via molte settimane e penso che Leonora abbia il desiderio di rivedermi presto»

«Certo anche se gli ultimi giorni sono stati sicuramente meno monotoni per Lei» – «Vi siete dato un gran daffare per alleviare il suo senso di solitudine?»

«A dire il vero non è merito mio. È arrivato al castello un cavaliere toscano in cerca d’asilo. L’azzoppamento del suo cavallo mentre inseguiva dei briganti ne è stata la causa e Leonora conoscendo la vostra grande ospitalit l’ha accolto»…

L’incontro con Leonora

… « Venite Ser Gualfredo, unitevi a noi. Il mio Signor marito è in viaggio per vendere le sue mercanzie ma sarebbe sicuramente disponibile nel concedervi ospitalità…».

Gualfredo degli Ardengheschi non riesce a proferire parola; è rimasto come inebetito dalla visione di Leonora che gli appare in tutta la sua bellezza e, forse, ancor di più. Aveva sentito parlare dell’avvenenza della bella castellana ma le chiacchiere sentite non le rendevano giustizia; il suo viso incorniciato da un ovale quasi perfetto, il suoi lineamenti dolci ed armonici non ti lasciavano la benché minima possibilit di poter scegliere se fossero più belli i suoi grandi occhi, il suo naso di proporzioni e regolarit da pittore, le sue labbra carnose al punto giusto. Un fisico perfetto di forma e di altezza delineato da curve armoniose mai troppo ampie, come per il seno prosperoso, non esagerato, che si intravvede dalla scollatura quadrata di un bellissimo abito dell’azzurro del cielo che ben si abbina al sole dei suoi capelli biondi e fini. Eppure, ciò che la rende assolutamente irresistibile, non è ciò che si vede ma ciò che si sente. Una voce tenera e calda che ti entra fin nelle viscere più profonde portandoti a pensare che un suono così potrebbe dirti di tutto senza mai ferirti…”

E sulle sponde del Lago…

Castello di Montalto Dora_Lago Pistono