Piverone

La “pepata” Piverone

In una posizione invidiabile, a circa 300 metri sul versante meridionale della Serra Morenica, si estende il Comune di Piverone, con i suoi circa 1400 abitanti.

Il colpo d’occhio paesaggistico è notevole: dalla sua posizione in uno degli ambienti più caratteristici e pittoreschi del Canavese, la celebre collina modellata dal ritiro degli antichi ghiacciai che si origina dalla Colma del Mombarone e fila dritta per 20 km fino alle porte di Cavaglia (gia nel Biellese), il borgo domina sulla pianura che arriva alle rive del Lago di Viverone, ricca di colture cerealicole, e ha alle spalle i magnifici terrazzamenti collinari con i filari di vigneti, da cui si ottiene il pregiato vino Erbaluce.

La sua storia può essere fatta risalire a epoche preistoriche, sulla base di vari ritrovamenti archeologici nell’entroterra e presso il lago, che attesterebbero insediamenti umani dall’Eta del Bronzo (2000-1200 a.C.), e attraverso varie vicissitudini in epoca medievale, quando passò dai consoli vercellesi ai Savoia, che ne fecero prima una roccaforte e poi la sede di villeggiatura della moglie di Carlo Emanuele II.

L’origine del nome è curiosa: pare che in epoca romana sorgesse in quei luoghi una comunit agricola appartenente a un tipo dal carattere focoso e pepato, soprannominato appunto “Pipero”, da cui il toponimo latino “Villa Piperonis”.

In un documento del 1614 si parla di un gonfalone civico del borgo di Piverone, su cui campeggiava un arbusto di pepe (“pever”, in latino “piper”) in campo dorato, usato in ogni ricorrenza pubblica ma poi perduto nel tempo, al punto da rendere necessario, nel 1926, disegnare un nuovo simbolo araldico, l’attuale croce sabauda.

A Piverone passa la variante Canavesana della Via Francigena, sulla tratta Palazzo Canavese-Viverone.

IL PAESE DALL’ALTO

La Via Francigena in paese

La Via Francigena, percorso compiuto dall’arcivescovo Sigerico nel 990 d.C. nel suo viaggio di ritorno da Roma a Canterbury, nella sua variante Canavesana, passa di Piverone, dove, vicino alla piazza principale del paese, nell’area “verde parco”, è stata realizzata una zona di sosta con panchine, acqua potabile, bacheca con il percorso e bagni pubblici.

L’itinerario storico prosegue lungo il corso della strada, costeggia la chiesa parrocchiale di San Pietro e Lorenzo, giunge in via Castellazzo e continua quindi per Novello, passando dai resti del “Gesiun”, e congiungendosi a via Rapella, per poi proseguire verso Viverone lungo via Cascine di Ponente.

Il borgo medievale

Una passeggiata a Piverone consente di visitare agevolmente quanto di rimasto dell’antico Comune e degli edifici storici, soprattutto nel ricetto fortificato, risalente ai tempi in cui il borgo costituiva un caposaldo vercellese a fronte delle mire espansionistiche di Ivrea, nel XII secolo. Pochi tratti delle originali mura merlate sono rimasti intatti nel corso del tempo, collegati a barie torri difensive.

Ancora ben conservata la Torre d’Angolo di nord-ovest, detta di San Giacomo, a pianta circolare e oggi all’interno di un giardino privato, mentre la Torre a pianta quadrata dell’angolo nord-est è oggi punto di ricezione turistica. Scomparsa la torre di cortina verso la Serra, risulta invece ancora visibile quella che forma l’abside della Cappella della Confraternita in via Flecchia, dove si trova anche il Palazzo della Credenza, in cui si tenevano le assemblee comunali nel XIII secolo.

L’antica porta orientale d’ingresso al borgo è oggi detta Torre Campanaria, un tempo posto di vedetta (detto “la bertesca”) e oggi portale-turrito con orologio, arco a tutto sesto e feritoie per i bolzoni che azionavano due ponti levatoi su altrettanti passi carrai e pedonali. Una porta simile era anche in via del Torrione (toponimo che ne ricorda appunto l’esistenza) ma fu distrutta nel 1750.

LA TORRE DELL’OROLOGIO

La panoramica in Strada Magnano

Una passeggiata che da Piverone conduce sulla collina della Serra, lungo la vecchia strada, consente di raggiungere il buon belvedere di Strada Magnano, poco sopra l’acquedotto comunale, dove sorge un leggio con tutte le informazioni relative al suggestivo colpo d’occhio panoramico.

La strada sterrata prosegue poi verso i boschi di castagni fino a via Zimone o, alternativamente, si può richiudere su Piverone ad anello, scegliendo uno dei due sentieri sulla destra prima del tratto asfaltato di via Zimone.

Un ottima occasione di escursione all’aria aperta, nel gradevole e rilassante paesaggio collinare della Serra.

Anzasco, lo sbocco sul lago

Piverone, ancora sotto la Citta Metropolitana di Torino, è per un sesto proprietaria demaniale della riva del Lago di Viverone (gia nel Biellese), in localit Lido di Ansasco, sulle sponde nord-occidentali dello specchio d’acqua, luogo di attrazione turistica data la presenza di molte strutture di ricezione e d’accoglienza.

CHIESA DELLA MADONNA DI ANZASCO

Il Lido è attraversato dall’ex Strada Statale 228 del Lago di Viverone, fornito di spiaggia, un lungolago erboso per passeggiate con panchine e aree di sosta, un molo d’attracco per le navigazioni in una piacevole area verde, con una chiesa dedicata a Santa Maria delle Grazie risalente al X secolo e restaurata nel Settecento.

Al suo confine, in localit Bancassa, si estende una zona faunistica selvatica. L’ultima domenica del mese, da marzo a ottobre, si tiene un Mercatino dell’Antiquariato con un’ottantina di espositori. Il toponimo del luogo deriva dal latino antium, cioè “prospiciente” o addirittura nel significato di “promontorio”.

 

Per raggiungere Piverone e il Lido di Anzasco

Da Torino: 62 km, 48 minuti, AS deviazione bretel­la E25 e poi uscita ad Albiano, seguendo indicazioni per Piverone e Lido di Anzasco.

Da Milano: 91 km, 76 minuti, A4 uscita Santhia, raccordo direzione Ivrea-Aosta con uscita ad Al­biano, seguendo indicazioni per Piverone e Lido di Anzasco.