Nomaglio

Un mondo attorno alle castagne

Questo frutto autunnale costituiva un prodotto agricolo dal quale si otteneva davvero tutto, ancor più che dai pascoli e dai frutteti che verso il fondovalle sostituivano i boschi centenari di castagno. Naturale quindi che tutta la vita del piccolo borgo alpino gravitasse attorno a questa importante risorsa economica (da cui si ricavano, oltre al frutto specifico, molti prodotti naturali come la farina dalla sua macinazione, le spugnole, i canestrelli alla castagna e i tipici cioccolatini chiamati Nomajot, dalla forma e ripieno di castagne).

Naturalmente, per tutti i giorni della Sagra, si alternano eventi e appuntamenti imperdibili: mostre d’arte e mostre-mercato, convegni tematici al Salone dell’Ecomuseo della Castagna, tavole rotonde sulla valorizzazione del territorio, momenti musicali e sportivi, rievocazioni dell’antico mestiere dei castanicoltori, passeggiate escursionistiche attraverso i boschi, addirittura la possibilit di volare in elicottero sopra i castagneti secolari per un indimenticabile esperienza turistica “dall’alto”.

Imperdibile il percorso all’aperto dell’Ecomuseo della Castagna, dai boschi sino al mulino in cui è possibile assistere alla macinazione delle castagne e a conoscere tutte le fasi della loro coltivazione.

Boschi, sentieri e mulattiere

Probabilmente, se si fotografasse dall’alto il paese di Nomaglio con un obiettivo grandangolare fish-eye, l’immagine ottenuta non sarebbe circolare bensì a forma di cuore rovesciato, cioè il profilo del frutto del castagno che tanto è connaturato alla storia e alla tradizione di questo piccolo Comune montano.

In posizione panoramica sulla Serra Morenica, dominante la valle della Dora Baltea che scorre verso Ivrea, Nomaglio è un pittoresco e suggestivo borgo agricolo di meno di 300 abitanti, un tempo unito in Comune unico con la vicina Andrate, circondato e nascosto da vasti boschi di castagneti che costituiscono ancora oggi gran parte della propria economia.

Il suo fascino è tutto negli scorci delle sue antiche vie acciottolate, che salgono sul versante montano o scendono tortuose a valle, negli squarci di piccoli cortili di pietra nascosti allo sguardo e negli ampi panorami delle montagne e della pianura canavesana che giace alle pendici della Serra.

Il nome del paese potrebbe derivare da un nome proprio latino, Nummius o Nomalius (quindi “terra di Nomalius) ma una tradizione popolare lo farebbe risalire a un’antica tragedia, quella della terribile frana che distrusse completamente una fucina del luogo e il suo maglio, da cui la denominazione “No – Maglio”.

L’Ecomuseo della Castagna e il vecchio mulino

Quando si parla dell’Ecomuseo della Castagna di Nomaglio non dobbiamo pensare a una singola struttura limitata nello spazio ma a un più vasto sistema comprendente il Salone dell’Ecomuseo (utilizzato per dibattiti, incontri e convegni), il territorio circostante, l’abitato, i boschi, i sentieri e le mulattiere.

Il suo fine è far conoscere la coltura e la cultura della castagna, dal passato ai nostri giorni, in modo da portare anche al risanamento dei castagneti secolari e al recupero di sentieri e mulattiere.

Un percorso che parte quindi dal centro del paese e si sviluppa per le piantagioni di castagno, i terrazzamenti, le baite in pietra, le benne e le ricciaie fino ad arrivare all’antico mulino ad acqua, d’origine medievale, riportato a nuova vita e tutt’ora funzionante, utilizzato per la macina delle castagne essiccate e ridotte in farina secondo un sistema tradizionale vecchio di secoli.

Il mulino è dotato di quattro locali, che ospitano la ruota col suo meccanismo a turbina, la sala delle macine, la stanza del mugnaio dove oggi è allestita una mostra fotografica, e l’essiccatoio delle castagne.

Il Sentiero Ecomuseale è fornito di vari pannelli esplicativi delle tecniche utilizzate per la lavorazione delle castagne e delle caratteristiche naturali dei luoghi, e si affianca al Sentiero Panoramico, che attraversa il territorio di Nomaglio, livellato da antichi ghiacciai ritiratisi, entrambi percorribili ogni anno.