Montalto Dora

Montalto e il suo territorio

La ove colline e pianure canavesane vanno a unirsi alle montagne si trova il paese di Montalto Dora: il suo territorio è segnalato a vista gia da lunghe distanze, anche ben oltre il capoluogo eporediese, grazie all’imponente castello (edificato tra il X e XI secolo) che svetta sopra il monte Crovero, sotto cui si estende la comunita di quasi 3500 abitanti .Edifici di pregio storico e architettonico si trovano lungo le piste escursionistiche del paese, come Villa Casana, grandiosa costruzione settecentesca fatta costruire, inizialmente come palazzo molto più modesto, dal barone Filiberto Antonio di Vallesa, ampliata e abbellita poi dal conte Alessandro Vallesa, adibita dal 1939 al 2003 a monastero benedettino di San Michele, gestita dalle suore di semiclausura, oggi di proprieta di privati. Il suo vasto parco di alberi secolari, progettato da un architetto scozzese, contiene molte specie esotiche, tra le quali svetta il magnifico Cedro dell’Atlante, alto ben 30 metri e con un’area della superficie ombreggiata di 570 metri, d’eta compresa tra i 160-170 anni. Chiese meritevoli di visita, sempre lungo gli itinerari turistici, sono quella di San Rocco, risalente alla fine del Trecento, poi ampliata nei secoli successivi e dedicata nel Seicento al santo, invocato come guaritore della peste bubbonica, la cappella di Santa Croce, che si dice sorgere sul luogo del martirio di San Tegolo, la chiesa medievale di Sant’Eusebio, ristrutturata nel 1812 e contenente affreschi di Visetti di Montanaro.

LAGO DI MONTALTO

I due laghi

Gia avvolto da un’aura magica di suo, il castello di Montalto domina un paesaggio naturale non meno affascinante, con le colline boscose che racchiudo ben due laghi d’origine glaciale, nelle cui acque si riflettono i profili montani del Mombarone e della Serra Morenica, la formazione collinare rettilinea che si spinge per 25 chilometri a sud, livellata dal ritiro dei grandi ghiacciai. Il Lago Pistono, ad est del paese, il cui specchio d’acqua è lungo 550 metri e largo 250, è un invaso alimentato dal rio Montesino, dai fontanili di Bienca e da un emissario controllato da una diga, che un tempo forniva forza motrice al mulino del paese. Un’isoletta sorge al centro del lago, visibile dalla trattoria “La Monella” sulle sue sponde /raggiungibile tramite sentieri boscosi e collinari di bell’impatto visivo), mentre su una lingua di terra emersa negli anni Settanta, a seguito di lavori di sicurezza alla diga, sono venuti alla luce tracce di insediamento neolitico su palafitte, risalenti a 7000 anni fa. Il lago Nero si trova invece a nord di Montalto e del lago Pistono, in una conca “selvaggia” particolarmente fitta di vegetazione che incupisce le acque (da cui il nome), splendida cornice per una passeggiata boschiva nella natura più incontaminata. Il laghetto è alimentato da acqua piovana e da piccoli emissari a nord e a ovest.

LAGO PISTONO

Entrambi gli specchi d’acqua, oltre a costituire per conto proprio un bellissimo percorso naturalistico specificatamente inserito nel territorio montaltese, fanno anche parte del più vasto sistema di passeggiate e escursioni della Zona dei Cinque Laghi (comprendenti anche il lago Sirio e il lago di San Michele, del Comune di Ivrea, e il lago di Cascinette, del Comune di Chiaverano).

Terre Ballerine e il lago fantasma

Restiamo nell’ambito di un’atmosfera fantastica della campagna montaltese ricordando un particolare luogo, visitabile nel circuito delle passeggiate segnate attorno al lago Pistono, il cui nome non può che alimentare la curiosita del visitatore: si tratta delle “Terre Danzanti” o del “Bosco che balla”, estese su un lembo di un lago… che non c’è più. Proprio così: un tempo, tra il lago di Montalto e il lago Sirio, si estendeva anche il Lago Coniglio, fitto di canneti, ideale per la caccia di avifauna ma gia in procinto di riempimento e prosciugamento naturale, accelerato dall’esigenza di estrarvi la torba occorrente alle industrie siderurgiche della Valle D’Aosta. Il lago finì con lo scomparire del tutto nel 1895 ma uno strato d’acqua si conservò sottoterra, trattenuto dalle radici degli alberi, andando a costituire un tipo di terreno elastico sopra il quale sembra di camminare su un materasso, con tipico effetto “rimbalzante” in grado di far muovere “a tempo” anche le piante circostanti. Dalla torba estratta furono rinvenuti molti reperti archeologici conservati nei millenni (oggetti sagomati, una piroga, asce e spade di bronzo risalenti a 1800 anni avanti Cristo).

 

Il sito palafitticolo

Se normalmente, per la maggior parte dei paesi, un’origine romana può costituire il massimo del proprio retaggio storico, Montalto invece guarda molto più indietro nel tempo. La testimonianza di un insediamento primitivo palafitticolo tra i suoi laghi era gia cosa nota, grazie ad alcuni ritrovamenti di manufatti tra la torba del lago Coniglio, ma la prova dell’esistenza di un villaggio neolitico di agricoltori e pescatori, risalente a 7000 anni fa, sulle sponde del lago Pistono, è stata cosa più recente e derivata da un evento calamitoso del 1972, l’alluvione che fece tracimare le acque del lago. Lo svuotamento parziale, per motivi di sicurezza, dello specchio d’acqua consentì il ritrovamento sul fondo di reperti archeologici risalenti al neolitico (asce, ceramiche, macine, pesi da rete), per lo più saccheggiati dai primi raccoglitori. Altri rilievi, negli anni Novanta e Duemila, consentirono di individuare un’area abitativa palafitticola sulla piccola penisola del lago, contraddistinta da un allineamento di buche da palo nella roccia, e la scoperta di ulteriori manufatti, tali da consentire di inquadrare i reperti rinvenuti nella Cultura del Vaso a Bocca Quadrata, stimabile a poco prima del 4500 avanti Cristo. Proprio un vaso a bocca quadrata in ottime condizioni, recuperato in loco, è il pezzo forte del piccolo ma interessante Spazio Espositivo Museale del lago Pistono, allestito al piano terra del Municipio di Montalto, fornito di sala didattica per laboratori in grado di restituire in tutto il suo fascino questa realta ambientale e culturale sopravvissuta attraverso i millenni. Oggi, inoltre, una perfetta ricostruzione di un’abitazione neolitica a palafitta è stata allestita sulla sponda del lago e aperta alle visite di turisti e scolaresche.

IL SITO PALAFITTICOLO

Per raggiungere Montalto Dora

Da Torino: 49 km, 36 minuti, A5 uscita Ivrea, poi SS 26 verso Aosta.

Da Milano: 102 km, 77 minuti, A4, uscita Santhià, poi sino a Ivrea e SS 26 verso Aosta.

Da Novara: 59 km, 44 minuti, A4, uscita Santhià, poi sino a Ivrea e SS 26 verso Aosta.

Per chi giunge dalla Francia o dalla Svizzera uscita consigliata quella di Quincinetto, poi SS 26 verso Ivrea per circa 10 minuti.