Colleretto Giacosa

Comune emblema di natura e cultura

A soli otto chilometri da Ivrea e a cinquanta dalla Citt Metropolitana di Torino, si trova Colleretto Giacosa, un piccolo comune del Canavese con meno di 600 abitanti. Durante l’epoca fascista, per dettame di un regio decreto del 1929, il Comune si ritrovò ampliato in una nuova entit urbana comprendente anche i vicini centri di Parella, Strambinello, Loranzè e Quagliuzzo, col nome di Pedanea. Tale attribuzione durò circa vent’anni e dopo la fine della guerra, nel 1947, ogni singolo Comune recuperò la propria autonomia. Gi Colleretto Parella, oggi il Comune contiene nel nome il naturale valore aggiunto legato alla figura di Giuseppe Giacosa, in nome del quale il Comune ha intrapreso un progetto organico e strutturato volto a valorizzare aspetti culturali, ambientali e paesaggistici attraverso una cura del luogo e dei servizi a misura di comunità, per essere uno dei 24 Borghi Sostenibili del Piemonte. Progetto che culmina nel Settembre Giacosiano, kermesse che ogni anno propone allestimenti, eventi e iniziative ispirate all’eclettica figura di Giuseppe Giacosa.

 

Il centro storico

Il cuore del paese presenta case d’impianto medievale, appartenenti un tempo alla Regione Pianavilla: è ricetto del vicino Castello dei San Martino di Parella, oggi sede del progetto Vistaterra che, attraverso attività, eventi e spazi, desidera contribuire al rilancio del territorio del Canavese e del suo patrimonio naturale, culturale ed enogastronomico. Le costruzioni dell’antico centro storico sono edifici dal perimetro contenuto, un tempo adibite a grange dotate di orti e coltivi, contigui all’ampia distesa dei prati della Roggia, con passaggi carrai voltati, aperti su corti dal fascino antico e loggiati con archeggiature di tipo Canavesano. Murali e installazioni di artisti del circondario accompagnano il visitatore, come narrazioni visive in grado di legare la storia passata con i nostri giorni.

La parte alta

Dal centro abitato, le strade serpeggiano raggiungendo Regione Cimavilla, in un contesto naturalistico di rara suggestione. Qui, nella parte alta del paese, una straordinaria balconata panoramica naturale d’incredibile bellezza che offre uno dei più grandiosi panorami sull’Anfiteatro Morenico e sulla Serra d’Ivrea, nei primi del ‘900 committenti autorevoli, personalit della cultura e dell’imprenditoria del tempo, realizzarono pregevoli ville signorili. Dai loro vasti giardini e parchi secolari, colori, profumi e colpi d’occhio vanno ad unirsi alla sovrastante corona di vigne storiche e antiche cascine, frutteti e boschi, gi a oltre 300 metri di altitudine. Il centro abitato ospita il parco “Guido Rossa”, un ettaro di verde predisposto a configurarsi come luogo di delizia e svago, nel quale divertirsi e rilassarsi.

Casa Giacosa

“La Grande Arca”, così nel 1903 il poeta e scrittore Francesco Pastonchi definì la casa natale del drammaturgo, cenacolo culturale, che ospitò, oltre, ovviamente ai suoi colleghi Puccini e Illica, anche personaggi come Sarah Bernhardt, Arrigo Boito, Giosuè Carducci, Benedetto Croce, Gabriele d’Annunzio, Edmondo De Amicis, Eleonora Duse, Antonio Fogazzaro, Giovanni Pascoli, Luigi Pirandello, Renato Simoni,Giovanni Verga, che dedicò a Giacosa il suo dramma Cavalleria rusticana, ed Èmile Zola. Nomi celebri che lasciarono testimonianza del loro passaggio, apponendo la data della loro visita e la propria firma sulle colonnette della veranda che si affaccia sul paesaggio del Canavese, in una sorta di peculiare “museo di autografi”. Nello studio del poeta sono conservati i manoscritti di lavorazione e i definitivi di tutte le sue opere, tra cui spiccano quelli dei tre capolavori pucciniani: un patrimonio storico-artistico davvero inestimabile. Durante il Settembre Giacosiano viene effettuata l’apertura straordinaria di Casa Giacosa e, nella bella stagione, in accordo con la proprietà, è possibile visitare l’abitazione. Il pittore ligure Ernesto Rayper, caposcuola della pittura italiana del paesaggio della seconda met del XIX secolo e fondatore della Scuola grigia ligure, frequentatore dei Macchiaioli toscani, nel 1870 fu ospite di Casa Giacosa. Apprezzò i luoghi tanto da dirsi letteralmente entusiasta delle Rocche che emergono, come scogliere, nel pieno centro abitato per estendersi sino al Monte Mezzano, al confine con Loranzè. Ancora oggi le “Rocche” restano stesso luogo immutato di straordinaria bellezza: un ambiente naturale unico e fuori del tempo, dove è possibile compiere affascinanti escursioni boschive tra le rocce emergenti dei Verrous Glaciali, parte dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea.