Carema

Il paese sul confine

Salta subito all’occhio, da una visione presa dall’alto, la peculiarita di Carema, l’ultimo Comune piemontese prima della Valle D’Aosta, praticamente sul confine tra le regioni: un pittoresco borgo di origine romana (il nome deriva dalle successive contrazioni del termine “quadragesimum”, che indicava le quaranta miglia romane da Aosta, anche se molti lo ricollegano al termine “cameram”, dogana, essendo sul transito della Via dele Gallie) di quasi ottocento abitanti, con strette vie in salita, case di pietra addossate l’une alle altre, pergolati verdi tra le mura cintati da teorie di pilun, la caratteristica piccola colonna in pietra e mattoni ricoperta di calce bianca, che come ordinati sentieri di domino segnano i confini dei vigneti terrazzati, tutt’intorno alla comunità. Questo alveo morenico è una conca montana resa unica proprio dagli ampi terrazzamenti coltivati a vite, poggianti su muretti di pietra a secco a contatto diretto con la roccia viva, in modo da favorire la coltura dell’uva in pergolati (detti topie) abbarbicati sulle pendici montane, segnate così da questi vasti gradoni curvilinei. Le caratteristiche geografiche del suo territorio (riparato dai venti e a ridosso delle montagne) hanno contribuito a creare un microclima mite particolarmente favorevole alla vite, che ha quindi trasformato il paesaggio attraversi i secoli. I pilun delimitano su tre lati le terrazze, unite da un dedalo di sentieri o da strette scalinate di pietra, reggendo un reticolato a pergola di pali di legno di castagno su cui s’inerpica la pianta, i cui grappoli ricevono di notte il calore immagazzinato di giorno dai sostegni di pietra e calce. Proprio tale peculiare disegno geometrico, perfettamente inserito nell’aspetto naturale del monte, è fattore caratterizzante del paesaggio caremese.

IL PAESE

Il Sentiero dei Vigneti

Il paese offre una panoramica affascinante, in mezzo al verde e alla natura, esaltata dal Sentiero dei Vigneti, un itinerario ad anello di 4 km 8 (percorribile in circa due ore e mezza) che consente di visitare tutti gli angoli paesaggistici di Carema, sia nel centro abitato, con edifici storici e d’impatto architettonico (la Casa della Musica, il Municipio, la parrocchiale di San Martino, il Campanile del XVIII secolo), le sue antiche piazzette e fontanili (la Fontana Pubblica del 1571, tutelata dalla Soprintendenza per i beni artistici e architettonici del Piemonte, e quella di San Matteo, datata 1460), le caseforti medievali di Palazzotto degli Ugoni e del Gran Masun, quest’ultima possente costruzione altomedievale riportata recentemente a nuova luce, sia nella campagna coltivata, attraverso i suoi sentieri, i terrazzamenti, i pergolati, i muretti di pietra e le balze rocciose, le vetuste cappelle di Siei e di San Rocco, che delimitano il territorio comunale come antiche sentinelle e dalle quali si può godere di un magnifico panorama della conca naturale, attraversata dal fiume Dora Baltea. Capolinea del percorso, giù sulla Statale 26, la Cantina Produttori del Nebbiolo di Carema, dove si potra degustare il famoso vino caremese.

I VIGNETI DI CAREMA

La Via Francigena

Il Comune di Carema, con percorso segnalato, è attraversato inoltre dalla Via Francigena, il sacro sentiero medievale dei pellegrini che a partire dall’Inghilterra attraversava Francia, Svizzera e Italia, fino a Roma e poi, per alcuni di essi, anche oltre, giù al porto pugliese di Brindisi, dove vi erano gli imbarchi per la Terrasanta. Il percorso aveva inizio a Canterbury, nel Kent, e tra i primi itinerari attestati vi fu quello del 990, stilato dall’arcivescovo di Canterbury Sigerico, di ritorno appunto da Roma, dopo aver ricevuto dal Papa il Pallio, il paramento liturgico simbolo della sua missione pastorale. La tratta seguita da Sigerico, stilata in modo molto particolareggiato, con 79 soste per altrettanti giorni di cammino a piedi (circa 1600 i chilometri percorsi), registra appunto il tragitto tra le citta di Ivrea e Aosta, proprio dove sorge Carema. Un vero e proprio viaggio spirituale, ricco di storia e tradizione, percorso oggi, dopo il rilancio avvenuto negli anni Settanta e la proposta del 2017 firmata dalle sette regioni italiane interessate dal tracciato per candidarlo a Patrimonio dell’Umanita Unesco, non solo dai turisti religiosi ma da ogni tipo di visitatore desideroso di accrescere il proprio spirito e sensibilita sulla base dell’arricchimento culturale, della trasmissione dei valori, del contatto con la natura e della reciproca conoscenza tra popoli.

Per raggiungere Carema

Da Torino 57 km, 45 minuti, A5 uscita Quincinetto, poi 55 26 direzione Aosta per 3 km.

Da Milano 102 km, 80 minuti, A4 uscita Santhià, raccordo direzione Ivrea-Aosta con uscita ad Albiano fino ad Ivrea. Da lì 55 26 direzione Aosta, seguendo indicazioni.