Banchette

Banchette e il suo castello

Il Comune di Banchette, quasi attaccato a quello di Ivrea, confina anche con quelli di Salerano, Samone, Fiorano e Pavone Canavese. Con una popolazione di circa 3300 anime, il centro abitato, risalente all’epoca romana, deve il suo nome ai depositi sabbiosi della Dora Baltea (bancellae, castrum banchettarum), presso cui è sorto, attorno allo sperone morenico che gi anticamente ospitava un accampamento fortificato romano, evolutosi poi in casaforte medievale nel XII secolo e in seguito in castello vero e proprio, ampliato e fornito di una torre difensiva, trovandosi l’edificio sulla via che da Fiorano portava a Ivrea.

I continui passaggi di bande armate, soldatesche di mercenari e contingenti spagnoli e francesi danneggiarono il maniero, lasciandone solo le mura merlate. A met dell’Ottocento si avviò il restauro da parte della famiglia Pinchia. Proprio al Conte di Banchette, Emilio Pinchia (scrittore e poeta, nonché uomo politico), si devono ulteriori lavori che hanno portato il maniero all’attuale conformazione di residenza con funzioni di rappresentanza adatta anche all’abitazione di gruppi familiari.

CASTELLO DI BANCHETTE

Una leggenda vuole che il fantasma di un nobile cavaliere del XV secolo ospite nella fortezza, ucciso per gelosia dal fidanzato della figlia dei proprietari del tempo, con una pugnalata e a tradimento, si aggiri ancora irrequieto per gli ambienti interni, soffermandosi soprattutto nella biblioteca.

Attualmente il castello appartiene a privati.

La Parrocchiale di San Cristoforo e San Giacomo

Degna di visita è anche la parrocchiale di San Cristoforo e San Giacomo, una delle più antiche della diocesi, con notizie della sua esistenza risalenti al 1210.

Sorge su una roccia che la fa svettare sull’abitato, e una grandiosa scalinata d’accesso sul lato occidentale della chiesa, realizzata nel 1857, esaspera in modo impressionante la sua verticalità, dando l’idea, a chi ne sali i gradini, di ascendere davvero verso il cielo. L’interno è a una navata, molto luminosa.

A partire dalla prima met del XIX secolo si sono alternati vari lavori di ampliamento della struttura, con successivi rimaneggiamenti della facciata, in stile neoclassico, che hanno visto l’aggiunta di due campanili ai suoi lati, dandole l’attuale conformazione.

La parrocchia un tempo comprendeva anche i villaggi di Samone e Salerano, poi resisi indipendenti e con parrocchia propria, mentre Banchette stessa otteneva l’autonomia dall’arcipretura della Cattedrale di Ivrea nel 1787.