Festa dell’Uva

A fine estate Caluso è in festa con l’Uva Erbaluce

La Festa dell’Uva Erbaluce giunge alla 86° edizione, richiamando ogni anno migliaia di visitatori, appassionati cultori di questo vino, ritenuto dalla critica internazionale come uno dei più interessanti bianchi italiani. Nella cittadina canavesana di Caluso si festeggia infatti l’Erbaluce in tutte le sue declinazioni, assieme al prodotto agricolo che ne è fonte, l’uva Erbaluce, motivo di orgoglio per tutto il Canavese. Il vino fu uno dei primi a ottenere la denominazione di origine controllata in Italia, nel 1967, e divenuto poi D.O.C.G. nel 2011. Eventi caratteristici di ogni edizione della sagra sono la sfilata, il Palio, il torneo sportivo tra i Rioni e la premiazione delle varie gare che avvengono durante la manifestazione.

Oltre alla classica carrellata di eventi artistici e musicali che allieteranno i visitatori, il direttivo della Pro Loco di Caluso, per il 2019, ha scelto un nuovo tema da assegnare alla manifestazione: lo Sport, in modo da dare sfogo alla fantasia e alla sana competizione dei gruppi rappresentanti di tutte le Frazioni e Rioni di Caluso (Pescarolo, Rua, Freta, Riva e Rosario e le frazioni Arè, Rodallo, Vallo e Carolina) che si sfideranno per le vie del paese, in sfilate, cortei e gare. Non mancheranno i migliori vini canavesani (il Passito di Caluso, l’Erbaluce di Caluso e il Cuveè Erbaluce, spumante nato da questi acini pregiati) mentre il buon cibo e il divertimento consentiranno al visitatore di provare sensazioni impareggiabili. Infine, l’incoronazione della Ninfa Albaluce. Questo “rito” si rif alla leggenda che vedeva queste creature mitiche prosperare ed essere venerate nelle terre canavesane liberate dai ghiacci. La Festa dell’uva Erbaluce, infatti, non vuole essere solo una sagra ma un momento di celebrazione e un modo di vivere e di intendere questa terra. Un evento che esalta il suo territorio e tutto ciò che esso ha da offrire.

 

 

La leggenda di Albaluce

La storia narra di come la ninfa Alba s’innamorò del Sole, che grazie a una provvidenziale eclisse lunare poté raggiungerla e amarla, generando così una bellissima bambina chiamata Albaluce, adorata dai contadini, dai pescatori e dai cacciatori delle colline di Caluso per la sua bellezza solare. L’arrivo della regina Ypa, che per fornire di nuove terre coltivabili i suoi sudditi prosciugò corsi d’acqua e laghi, si tradusse con una immane tragedia: l’esondazione delle acque costrette in canali artificiali spazzò via tutto, terre e uomini. Il pianto della bella Albaluce, su tutta quella desolazione, fece però germogliare gli arbusti rinsecchiti, che si trasformarono in vigneti dalle dolci uve dorate, simbolo di rinascita del territorio.