L’accento di Verres

Il Comune di Verres, con i suoi circa 2640 abitanti, si estende nella Valle D’Aosta sudorientale, nella zona della bassa valle centrale attraversata dal fiume Dora Baltea, all’ingresso con la Val D’Ayas, distante circa 30 km da Aosta.

La sua fondazione risale ad un’imprecisata epoca pre-romana e i primi attestamenti della sua esistenza si trovano nella Tabula Peutigeriana, dove la localit sorta tra le due sponde del torrente Evançon (un affluente della Dora) era indicata col toponimo Utricium o Vitricium, nel corso del Medioevo mutato in Verres dalla presenza dei signori De Verrecio, feudatari che s’insediarono nel territorio, cedendo le propriet poi a Ibleto di Challant (un nobile valdostano, capitano generale e governatore del Piemonte dal 1379 al 1404) nel XIV secolo.

Questi ordinò la costruzione del famoso castello cubico in cui oggi si svolgono le manifestazioni del Carnevale. A partire dall’anno Mille, la storia del borgo si lega alle vicende della Prevostura di Saint Gilles, il cui complesso conventuale sorge in perfetta simmetria col castello ma dalla sponda opposta del torrente, condividendo i legami politici e religiosi che univano la Val D’Aosta con la Provenza. In epoca fascista il borgo prende il nome di Castel Verres.

I non valdostani tendono a leggere il nome con l’accento sulla prima “e” o contratto in “Verr” ma la corretta pronuncia è con l’accento sulla seconda “e” e con una sola “r” (“Verès”), come vogliono le regole di fonetica della lingua francese e del patois valdostano (il dialetto franco-provenzale parlato nella regione di lingua italiana della valle).